GlaxoSmithKline

Malaria, individuata una nuova via per combatterla

Una nuova ricerca condotta da GlaxoSmithKline (GSK), pubblicata ieri su Nature, ha identificato potenziali e promettenti principi attivi che potrebbero portare a sviluppare farmaci in grado di trattare la malaria. La ricerca è frutto di un anno di screening su oltre di 2 milioni di composti chimici presenti nella biblioteca di GSK per trovare quelli che potrebbero inibire il parassita della malaria, il Plasmodium falciparum, e delle relazioni sull'analisi di 13.500 composti che hanno mostrato la maggiore attività in questo senso.

20/05/2010

 Il più grande gruppo di composti di cui è stato capito il meccanismo d'azione è quello degli inibitori della chinasi e gli autori suggeriscono che ulteriori esplorazioni di queste sostanze potrebbe portare a nuove strategie terapeutiche anti-malaria. In un articolo di commento, sempre su Nature, David A. Fidock del Dipartimento di Microbiologia, Immunologia e Medicina, presso la Columbia University Medical Center, New York, ha sottolineato: "Questa indagine può costituire una nuova importante via per lo sviluppo di un nuovo farmaco antimalarico ed offrire una sorta di "percorso incrociato"con ampie chemoteche sviluppate per agire sulle chinasi in altre patologie".

 

Lo studio ha anche individuato i composti che possono inibire i processi che nei globuli rossi consentono la sopravvivenza del parassita. Questo apre una nuova possibilità di combattere l'infezione cercando di arrestare questi meccanismi all'interno dei globuli rossi, piuttosto che fermare direttamente il parassita della malaria.

 

GSK è impegnata a stimolare la ricerca di malattie tropicali trascurate, malattie che favoriscono il degrado nei paesi in via di sviluppo. Nel gennaio del 2010, come parte dell'impegno dell'azienda di aprire l'innovazione in questo settore, GSK ha annunciato l'intenzione di condividere i dati e le strutture chimiche individuate nello screening dei 2 milioni di composti presenti nella sua chemoteca contro il parassita che causa la malaria, usando le risorse online.

 

Ad oggi, 13.533 "hits"  sono accessibili sui siti web pubblici, ed è la prima volta che una società farmaceutica rende  universalmente disponibili le strutture di così tanti composti. Oltre l'80 per cento di queste molecole è di proprietà GSK: la condivisione dell'informazione sarà certamente una novità per la comunità di ricerca.

 

Tutti questi dati sono disponibili online attraverso l'Istituto Europeo di Bioinformatica (EMBL-EBI) in collaborazione con Drug Discovery. Insieme con le informazioni della pubblicazione su Nature, agli scienziati di tutto il mondo sono state offerte migliaia di sostanze chimiche, potenziali punti di partenza per stimolare la loro ricerca su questa malattia mortale che uccide un bambino in Africa ogni 30 secondi.

 

"Il mondo ha disperatamente bisogno di nuovi farmaci per combattere la malaria", ha detto il dottor Patrick Vallance, capo della Drug Discovery di GSK. Ci auguriamo che queste informazioni guideranno ulteriori studi sulla malattia, e chiediamo a tutti i ricercatori di aggiungere le loro scoperte alla EBI per creare una collaborazione aperta in tutto il mondo per espandere la nostra conoscenza collettiva e mettere a punto nuovi farmaci".

 

 


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