La vaccinazione con Cervarix®, in base a modelli matematici, potrebbe ridurre fino al 92 per cento il cancro della cervice uterina in Europa. Si allunga anche la durata della protezione anticorpale nei confronti dei ceppi 16 e 18: con Cervarix si arriva a 8,4 anni dopo la prima vaccinazione in ragazze tra i 15 e i 25 anni
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24/05/2010 Una riduzione del numero dei casi di tumore della cervice uterina variabile dall'81 al 92 per cento, grazie alla vaccinazione con Cervarix®, il vaccino per la prevenzione del tumore della cervice uterina messo a punto da GSK. E' questo l'importante risultato di uno studio presentato al 21esimo Congresso Europeo di Ostetricia e Ginecologia, tenutosi nei giorni scorsi ad Anversa, in Belgio. La ricerca è stata condotta con modelli matematici che hanno preso in esame la frequenza del cancro della cervice uterina HPV-correlato nel contesto di 12 Paesi europei. Le analisi hanno inoltre dimostrato come la protezione crociata che si osserva dopo la vaccinazione mirata verso i ceppi 16 e 18, responsabili da soli di oltre il 70 per cento dei casi di tumore, possa contribuire ad una ulteriore riduzione delle neoplasie variabile tra l'8 e il 22 per cento. Il modello è stato costruito considerando la vaccinazione nelle ragazze di 12 anni, cioè la coorte primariamente interessata dai programmi di prevenzione dei diversi stati, Italia compresa. Sempre sul fronte scientifico, nel corso del 28esimo Meeting della Società Europea per le Malattie Infettive Pediatriche (ESPID) tenutosi a Nizza sono stati presentati i risultati dello studio HPV-023, che dimostrano come Cervarix® sia in grado di determinare un'efficacia elevata e sostenuta e l'immunogenicità per più di 8,4 anni dopo la prima vaccinazione in ragazze di età compresa tra i 15 e i 25 anni. "Si tratta del periodo di monitoraggio più lungo per i vaccini attualmente in commercio con questa indicazione" - spiega Paolo Castiglia dell'Istituto di Igiene e Medicina preventiva dell'Università di Sassari. "Il dato è di estrema importanza pratica in quanto, oltre a confermare una duratura efficacia, documenta una elevata e prolungata risposta anticorpale, che al momento si ritiene costituisca un fattore fondamentale per stimare la durata della protezione del vaccino anti HPV. Questo, infatti, somministrato in età adolescenziale, dovrebbe garantire una protezione efficace per diversi decenni verso il tumore al collo dell'utero, caratteristico dell'età matura". Lo studio HPV-023, che costituisce il continuum dello studio fatto con Cervarix® fino a 5 anni, conferma la capacità di Cervarix® di indurre una protezione a lungo termine verso i principali ceppi oncogeni del Papillomavirus, il che assume un valore determinante se si pensa che la donna rimane esposta all'infezione da Papillomavirus nel corso di tutta la vita sessualmente attiva. Attualmente infatti gli scienziati ritengono che la risposta immunitaria, che si esplicita attraverso l'individuazione di anticorpi specifici nei confronti dei ceppi 16 e 18 di HPV, indotta dal vaccino possa predire la durata della protezione nel lungo termine. Sulla base di siffatte osservazioni il CHMP dell'EMA ha dato parere positivo alla variazione della scheda tecnica di Cervarix. Una volta convalidata tale risoluzione dalla massima autorità regolatoria europea (l'EMA), si potrà procedere all'aggiornamento della scheda tecnica di prodotto di Cervarix®, con l'inserimento dei dati di una elevata e prolungata risposta immunitaria. |