GSK e Save the Children premiano le innovazioni prodotte dai paesi in via di sviluppo

  • GSK e Save the Children mettono a disposizione 1 milione di dollari per il terzo anno consecutivo per premiare la tutela della salute infantile
  • I progetti vincitori sono di 4 paesi in via di sviluppo dove la mortalità infantile e i gravi problemi sanitari incidono pesantemente nel bilancio di salute materno infantile: Vietnam, Ecuador, Kenya e Sud Africa.
  • Il premio verrà reinvestito dalle organizzazioni vincitrici per migliorare il progetto realizzato e/o estendere il modello a nuove applicazioni.
  • La partnership tra GSK e Save the Children è giunta ormai al terzo anno con numerosi traguardi in tema di accesso ai farmaci, supporto alle emergenze sanitarie, programmi di formazione dedicati.
  • Anche in Italia l'alleanza con Save the Children ha raggiunto un traguardo importante nell'emergenza immigrazione.

Londra, 23 febbraio 2016 - Il sodalizio tra GSK e Save the Children inaugura per il terzo anno consecutivo il premio da 1 milione di dollari istituito per riconoscere e valorizzare le innovazioni prodotte dai paesi in via di sviluppo.

La quota maggiore del premio da 1 milione di dollari, giunto alla terza edizione, è stata vinta dalla Organizzazione vietnamita Path con $ 400.000 con un progetto per la creazione di un sistema informatizzato di registrazioni vaccinali: il progetto Immreg. Il progetto ha permesso di ridurre da 2 gg a 30 min max il tempo di produzione degli elenchi dei bambini da vaccinare e ha prodotto un aumento dei tassi di vaccinazione nel primo anno di vita dal 74,3-77,8%.

Secondo premiato il progetto Ecuadoregno della Fondazione VIHDA, con $ 226.600, per il 'Pratt Pouch', un sacchetto di alluminio che permette di dosare in maniera semplice ed efficace il farmaco anti-HIVda somministrare al neonato. La precisione del dosaggio è migliorata di oltre il 40%.

Terzo 2020 Iniziative MicroClinic, Kenya con $ 176.600 assegnati per un programma di accoglienza per neo mamme. Alle donne che partoriscono in clinica, alla presenza di un professionista qualificato, vengono forniti vestiti per bambini e trasporto di emergenza alla clinica; le madri ed i neonati sono inoltre monitorati per i primi 30 giorni. Nel corso del programma triennale non sono stati registrati casi di morte di madri o bambini.

Infine SA MRC Maternal and Infant Health Care Strategies Research Unit in Sud Africa ottiene $ 176,600 per il progetto 'Bambino PIP', uno strumento di controllo per un'attenta revisione di neonati e bambini morti negli ospedali del Sud Africa, con l'obiettivo primario di consentire ai team sanitari locali di capire le cause di mortalità infantile nella loro zona e migliorare la qualità delle cure.

Lisa Bonadonna, Responsabile della partnership per GSK, ha sottolineato come il premio "sia un riconoscimento alle idee brillanti nate nei paesi in via di sviluppo, che stanno contribuendo a salvare la vita dei bambini" e Mavis Owusu-Gyamfi, Direttore del Programma Qualità in Save the Children e membro della giuria ha aggiunto come "i candidati di quest'anno abbiano dimostrato che le migliori soluzioni per problemi complessi sono spesso create da persone colpite dal problema".

I premi sono stati selezionati tra più di 100 candidati in 26 paesi da una giuria composta da esperti di salute di tutto il mondo.

Con il premio i vincitori potranno migliorare le loro innovazioni ed estendere i modelli a nuovi target: PATH ad esempio estenderà Immreg ad una provincia supplementare in Vietnam e adatterà il modello alla malnutrizione infantile, monitorando gli indicatori chiave di nutrizione come peso, altezza e carenze di vitamina A nei bambini.

Una quota di 20.200 $ del premio è stato messo da parte per un riconoscimento da destinare come extra attraverso una votazione indetta tra colleghi GSK e Save the Children.

La Parnership con Save The Children è approdata in GSK Italia ormai da due anni coinvolgendo tutti i dipendenti in una raccolta fondi annuale, su base volontaria, che ha rappresentato un contributo fattivo alla lotta alla mortalità infantile. Nel 2016 la collaborazione ha acquisito una dimensione più ampia, sposando uno dei pilastri strategici dell'azienda: la presenza responsabile sul territorio e la vicinanza ai problemi della comunità. Con il sostegno di 90.000 £ da GSK Corporate per il 2016, il progetto "CivicoZero" di Save the Children Italia ha superato la selezione tra numerosi candidati europei, per affrontare uno dei temi più critici dell'ultimo anno: il fenomeno migratorio e la tutela dei minori migranti.

Civico Zero è infatti un centro di accoglienza di Roma che ospita attualmente circa 1.500 bambini rifugiati e le loro famiglie e, grazie alla donazione, realizzerà e fornirà nel 2016:

  • Un'unità mobile con 4 collaboratori impiegati al servizio degli immigrati accolti con attrezzature e supporto logistico per un anno
  • Protezione e sostegno attraverso cibo, medicine, vestiti, servizi igienici, e mezzi di prima necessità
  • Sostegno psicosociale e di consulenza, mediazione culturale, informazioni sui diritti e servizi attraverso opuscoli, informazioni legali e sanitarie

Attiva dal maggio 2013, l'alleanza globale GSK e Save the Children si è posta un obiettivo amibizioso: salvare la vita a 1 milione di bambini. Da allora le due organizzazioni hanno lavorato fianco a fianco su varie iniziative volte a sviluppare farmaci a misura di bambino, aumentare l'accesso ai farmaci e vaccini, formare operatori sanitari. Lungo il percorso queste le tappe più significative:

  • La presentazione di una domanda di registrazione presso l'Agenzia europea per i medicinali per un gel antisettico per la prevenzione dell'infezione del cordone ombelicale nei neonati; il gel antisettico verrà offerto ad un prezzo no-profit e GSK trasferirà il proprio know how produttivo per realizzarlo a livello locale.
  • Il supporto alle emergenze umanitarie (terremoto in Nepal ed emergenza immigrazione) e all'Emergency Health Unit per dare assistenza sanitaria ai bambini entro le 72 ore.
  • Il sostegno all'accesso all'assistenza sanitaria materna e infantile attraverso due programmi in Kenya e Repubblica Democratica del Congo, con formazione di operatori sanitari e sensibilizzazione della comunità.

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