Lupus, stop all'accumulo del danno d'organo e meno riacutizzazioni con l'anticorpo monoclonale

Verona, 14 marzo 2017 - Controllo nel tempo e remissione della malattia in un numero limitato di malati. Queste le sfide che ancora attendono medici e pazienti quando affrontano il LES (Lupus Eritematoso Sistemico), patologia estremamente complessa e difficile da trattare, soprattutto nelle forme che interessano diversi organi e apparati, assumendo connotazioni di particolare gravità. Nel tassello delle conoscenze scientifiche ora si inserisce uno studio italiano coordinato dal prof. Andrea Doria, reumatologo dell'Università di Padova e dalla sua equipe, pubblicato su Arthritis Care Research, che prende in esame i risultati ottenuti con belimumab, primo anticorpo monoclonale espressamente mirato per la malattia e primo farmaco innovativo dopo cinquant'anni.

La ricerca ha preso in esame il mondo reale, ovvero i pazienti con LES attivo monitorati nella pratica clinica standard, con una durata di malattia media di circa 10 anni. Sono stati inseriti nello studio 67 pazienti e sono stati monitorati i principali parametri relativi all'efficacia e alla sicurezza del farmaco. I risultati sono estremamente interessanti sotto l'aspetto clinico. I pazienti trattati con belimumab hanno avuto un miglioramento sul fronte delle scale di valutazione dell'intensità dei sintomi e della qualità di vita, nei parametri di laboratorio, come gli anticorpi anti-dsDNA o la proteinuria nelle 24 ore e, infine, in termini di misurazione della qualità di vita.

In particolare, il trattamento con belimumab ha consentito di arrestare l'accumulo di danno a carico degli organi che si era verificato costantemente nei cinque anni precedenti la terapia con l'anticorpo monoclonale. Inoltre il tasso di riacutizzazioni della malattia (flare) nei pazienti con LES, è risultato inferiore dopo uno o due anni di terapia con belimumab rispetto a quanto osservato nel periodo precedente: il calo dei flare è risultato del 67 per cento a un anno e addirittura del 71 per cento a 24 mesi. Percentuali simili sono state osservate in pazienti con poliartrite e con il solo interessamento cutaneo del lupus.

Sul fronte della sicurezza, belimumab è risultato ben tollerato, con una limitata incidenza di eventi avversi. In particolare non sono state osservate reazioni infusionali o da ipersensibilità grave o comunque tale da portare alla sospensione del trattamento su un totale di 1185 infusioni.

Fonte: Effects of Belimumab on Flare Rate and Expected Damage Progression in Patients with Active Systemic Lupus Erythematosus Iaccarino L. et al. Arthritis Care Res (Hoboken) 2017; 69:115-

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