Per scoprire nuovi farmaci bisogna essere almeno in due. Università e industria insieme con il progetto DPAc

• Su 10000 malattie conosciute oggi abbiamo a disposizione trattamenti adeguati solo per 500

• Il DPAc - Discovery Partnership with Academia è un programma per la selezione e la trasformazione in farmaci di progetti di ricerca dell'accademia

• Ad oggi 15 atenei visitati, oltre 200 progetti visionati e 50 selezionati per un approfondimento

• A giugno incontri previsti nelle Università di Pisa, Genova, Pavia e Milano

Delle oltre 10.000 malattie ad oggi conosciute - 7000 delle quali classificate come rare - soltanto per 500 abbiamo a disposizione trattamenti adeguati. Per le rimanenti 9.500 c'è ancora da lavorare. Le speranze dei pazienti sono dunque riposte nella capacità della ricerca di comprendere i meccanismi con cui queste malattie si sviluppano e nella conseguente messa a punto di farmaci. Ma per farlo non basta l'ingegno e la capacità degli uomini: servono soldi, e tanti, per poter tradurre un'idea in un progetto e quindi in un composto in grado di curare una patologia. Da qui nasce il progetto DPAc, Discovery Partnership with Academia http://www.dpac.gsk.com/, ideato da GSK che da 4 anni sta girando l'Italia alla ricerca, appunto, di quell'idea che può fare la differenza. "Nonostante il progresso scientifico degli ultimi vent'anni - spiega Giuseppe Recchia, direttore medico e scientifico di GSK Italia - tradurre le scoperte della biologia in nuove terapie non è né semplice né immediato. Per questo la ricerca sta percorrendo nuove strade. Una delle più promettenti è sicuramente la ricerca collaborativa tra istituzioni e privati, in primis quella con l'Università".

Da qui il DPAc. "Negli anni - prosegue Recchia - il nostro ruolo è cambiato: da ricercatori di composti siamo diventati ricercatori di ricercatori. Mettiamo cioè a disposizione il nostro know how e la nostra capacità di mettere a punto terapie innovative alle Università che hanno progetti interessanti". Nei laboratori delle maggiori Università, in Europa ma anche in Italia, si stanno infatti sviluppando molecole in diverse aree della medicina. Ma la loro trasformazione in farmaci, l'investimento fatto in scienza, dipende dall'investimento economico e tecnologico. Ed è qui che entra in gioco l'industria. "In questi anni - racconta Gianmarco Benso, Regional Medical Manager di GSK, che sta seguendo il progetto sin dall'inizio - abbiamo visitato 15 atenei in tutta Italia, abbiamo ricevuto e valutato oltre 200 progetti, tutti di grande interesse. Di questi ne sono stati selezionati una cinquantina, approfonditi in altrettanti colloqui individuali tra gli esperti europei di DPAc ed i ricercatori che li avevano presentati. Si tratta di progetti che riguardano svariate aree terapeutiche (dall'oncologia al sistema nervoso centrale, dall'area cardio-vascolare e metabolica agli antibiotici...) e la loro condivisione ha creato un ulteriore momento di dialogo e soprattutto un punto di contatto per potenziali sviluppi futuri".

Il processo di avvicinamento tra GSK e Accademia è illustrato nel dettaglio nel sito http://www.dpac.gsk.com/ ed è sintetizzato dallo stesso Gianmarco Benso e da Giuseppe Recchia nel video che potete vedere al link.

Quest'anno il giro d'Italia di GSK con il DPAc farà tappa nel mese di giugno nelle Università di Pisa, di Genova, di Pavia e di Milano.. "La Ricerca segue la scienza - conclude Recchia - e l'Italia ha una scienza di prim'ordine, che deve essere tuttavia identificata e valorizzata. Attraverso questa attività, il nostro paese ha nuove opportunità per ritornare protagonista nella scoperta di nuovi farmaci per il trattamento di malattie ancora senza adeguata terapia. Oggi siamo tra i protagonisti mondiali nella ricerca sulle terapie avanzate, come quella cellulare e quella genica, grazie proprio alla collaborazione tra accademia ed impresa. Si tratta dell'inizio di un nuovo percorso per la ricerca italiana: non è più l'accademia a cercare l'impresa ma il contrario, nella speranza che questo crei un processo virtuoso di collaborazione. Quello che non si è trovato oggi non è detto che non lo si trovi domani. E se c'è un canale di dialogo aperto non servirà programmare ulteriori incontri: basterà una telefonata".

https://www.gsk.it/ricerca-e-trasparenza/ricerca--sviluppo-collaborativi/disccovery-partnership-with-academia---dpac/

 

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